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Wednesday, September 10, 2014

MI BESTIA INTERIOR.



Mi bestia interior
(Un poema original de J.M.Vara)

Intérprete; Enery Ordoñez
Música: Sergi Puertas
Idea original: Manel Cronenberg

Filmado y Editado por Óptika Orgánika
 





















Son las 12: 22 minutos de la madrugada.
Una fría madrugada donde la luna llena no tiene ningún sentido.
Nunca me gustó.
Nunca me gustaron las fantasías de góticos mediocres.
Yo soy algo más.
Yo era algo más.
Veo los minutos y segundos pasar lentamente.
El tiempo ha dejado de tener sentido.
Quiero disfrutar de mis últimos minutos antes de partir.
Sé que la idea es absurda, pero sólo porque nadie lo ha hecho antes… nada más.
Siempre me gustaron los cuchillos.
He fantaseado con su filo penetrando en mi carne.
Mi carne sucia.

Mi profundidad.
Mi vicio.
Mi perdición y mi negrura.
El sexo con hombres siempre me repugnó.
Ya hablé con psicólogos.
No sirvió de nada.
Mi padrastro me jodió la vida y me arrastró al lado oscuro de mi cerebro.

Tuve un cerdo como guía a las pesadillas, a los claroscuros del alma.
A la noche de la vida.

Quiero disfrutar de mis últimos minutos antes de partir.
Irme para dejar de sufrir.
Para dejar de desgarrarme por dentro.
De lacerarme el alma.
Quiero dejar de sufrir.

Son las 12: 40 de la madrugada.
Pienso en él a veces.
Veo su mirada.
Sus manos sobre mi cuerpo.
Atada, como tantas veces.
Amordazada.
Callando mis gritos.
Mis gritos mudos de rabia.
Sus manos apretando mis pechos.
Apretando.
Hiriendo.

Manos de hijo de puta.
Manos violentas.
Golpes en la cara.


Veo los minutos y los segundos corriendo sin prisa por la esfera del reloj.
Espero decidirme para matar ese cuerpo que tanto odio y tan frágil
como los huesos de un recién nacido…
Quiero matarlo y condenarlo a ese vacío sin gloria,
Pero los recuerdos me persiguen egoístas hasta estos últimos momentos…


Su voz.
“No te dolerá”, “no te dolerá, bonita”, “bonita”….
Su polla dentro de mí.
Su polla.
Su cerebro penetrando en los laberintos de mis intestinos.
Mierda, cabrón.
Mierda, cabrón.
Sólo hay mierda y rabia.
Mierda y rabia.

Pienso en esos recuerdos.
Esos recuerdos que quedarán para siempre en mi memoria.
Recuerdos que me hacían sentir culpable por desearlos.
Por excitarme con ese pensamiento.
Con el de la violencia.
La suya.
Excitarme.

Su sexo aplastándose contra mi cuerpo.
Sus jadeos en mi nuca.
Culpable.
Culpable.
“Niña mala”.
Esos recuerdos…
…los fantasmas de los recuerdos vendrán a por mí.
Soy culpable.

Miro por la ventana.
Esperando algo.
No sé muy bien qué.
Veo la noche.
La noche que quiere tragarme y tengo ganas de llorar
y de que las lágrimas me dejen ciega,
Ciega de recuerdos y seca por dentro.
Lloro para crear una tormenta que disfrace mis recuerdos.
Su aliento.
Sus manos.
Su piel.
Su deseo.
Lloro.
Y lloro porque vuelvo a ser consciente de todos y cada uno de mis recuerdos,
siento todo y no siento nada.

Sé que todo era una mentira asquerosa que me hace sentirme patética…

Patética.
Lo soy.
Por eso mi alma me ha hecho un favor y ha decidido ser libre de este cuerpo patético,
de este cuerpo que ya está descompuesto
y que está empezando a infectar a mis sentimientos…
los que me dicen que una vez me quisieron…
Patética…
lo soy.
Estoy sentada mirando las velas.
Esperando todo y esperando nada.
Luego me meteré dentro de la bañera con el cuchillo.
El cuchillo que quiero que me ame.
Que desgarre mis entrañas.
Soy culpable.
Culpable.
Patética.
Las moscas yacerán sobre mi cuerpo cuando todo esto pase.
Luego, vendrán las lágrimas.
Unas serán sinceras, pero la mayoría falsas, como mi propia vida.
Las lágrimas caerán sobre el regazo de mi cuerpo frío y pasará el tiempo.
Luego, lo olvidarán y lo dejarán pudrirse en un sucio y oscuro hueco,

un hueco sin flores.
Pero mi alma será libre viendo los minutos y los segundos pasar.
Mi alma.
Aún creo en ella.
Sí, lo sé.
Soy patética.
Patética.
Lo soy.


















Sergi Puertas.











Manel Cronenberg

MI BESTIA INTERIOR. Óptika Orgánika FILMS.


Wednesday, May 05, 2010

“Le dimissioni di Dio” di Daniela Montella











“Le dimissioni di Dio” di Daniela Montella

E al primo posto nella classifica dei libri più venduti in Italia c’è “Campare facendo i leccapiedi e conservare un sorriso smagliante”, il manuale di sopravvivenza economica che è diventato un caso nazionale.

Passiamo adesso alle curiosità: agli esseri umani di tutto il mondo è misteriosamente arrivata una lettera firmata dal Signor Dio, che oggi ha presentato ufficialmente le sue dimissioni. Questo bizzarro e folkloristico personaggio si è quindi fatto da parte lasciando all’umanità un semplice messaggio scritto. Con un esclusivo sottofondo musicale, disponibile da domani sul nostro sito internet, leggeremo insieme la sua lettera:

“Cari figli, ancor più care figlie,
senza la minima gioia decido oggi di rassegnare le mie dimissioni. Ho riflettuto a lungo sul mio e vostro destino; ho pianto inondazioni, singhiozzato terremoti e rinunciato alle glorie della vita celeste, tormentato com’ero da profondi dilemmi e terrore per il vostro bene, il vostro futuro, la vostra salvezza. Non sono felice, figli, per questa decisione, per quanto sia l’unica possibile. Ho abbandonato il mio amore smisurato per la razionalità che voi, nel corso dei secoli, mi avete insegnato, e ho capito di non essere più presenza gradita.

Voglio mitigare i vostri dubbi, semmai ne avrete: siete stati amati, figli, e tanto, più di quanto vi abbia concesso di concepirne. Avevo paura di ferirvi, con il troppo amore, e per questo vi ho negato di conoscerlo appieno. Vi ho regalato il mio, ho fatto di tutto. Vi ho regalato la gioia del sorriso. Se i fiori hanno un profumo e le farfalle un colore, se il sole vi scalda e la luna vi affascina è per rendervi felici. Ho creato le lucciole, la rugiada, gli arcobaleni, i colibrì, le onde, per voi.

Ho riempito il mondo di sognatori, per vederli umiliati; i giochi di luce nel ghiaccio nell’Artico, per vederli sciogliersi; il canto delle balene, nato per riempirvi di meraviglia, l’ho visto arpionato e ferito, mangiato, mandato a morire in fondo all’oceano; ho riempito l’Africa di diamanti e musica e l’ho vista cadere sotto mille colpi di guerra. Ho creato le donne per la loro bellezza e gli uomini per difenderle. Li ho visti stuprarle, beffeggiarle, forzarle agli orrori, ferirle, scoraggiarle, cacciarle, ucciderle. Nonostante questo vi ho amato, figli miei, perché speravo che andaste oltre. Avevate ancora tanto, troppo, da imparare. Ho pensato che fosse giusto non intervenire.

Potreste chiedervi perché vi ho dato tutto questo, perché vi ho creati e cresciuti. Il motivo è molto semplice, sciocco, banale perfino: mi sentivo solo. Perfino gli illimitati poteri e la vita eterna e la conoscenza infinita diventano pesanti, dopo milioni di miliardi dei vostri secoli passati alla ricerca della perfezione. E la tristezza, figli, anche quella non ha limiti. Non per gioco siete qui, ma per mitigare la mia disperata solitudine. Ho riso con ognuno di voi, ho pianto per voi, vi ho abbracciati nel sonno, vi ho aiutati, vi sono stato vicino, ho sempre cercato di farvi sentire amati e protetti. Lo so, figli, non siete perfetti; né ho mai preteso che lo foste. Non vi ho creati per avere il pieno controllo su di voi, non ho voluto rendervi come me. Non ha senso creare e amare un essere, se questo non ha in sé vita, possibilità di amare per sua libera scelta. In verità vi ho dato il più prezioso dei doni: poter apprendere, imparare, sbagliare. Provare rabbia, dolore, avere coraggio.

Non vi ho creati per essere d’accordo con me, ma per pensare, creare, perfino odiarmi e rinnegarmi, se questo vi avesse resi felici. Sarei stato ben lieto di ascoltarvi comunque. Nessuna imposizione vi è mai stata data. Non sopporto, ora, di vedervi al collasso. Vedervi ciechi, sordi, insensibili a tutto. Le stelle vi sono indifferenti, la bellezza della pioggia vi infastidisce, vi lamentate per il sole e distruggete tutto ciò che ho cercato di donarvi. Ma non è colpa vostra, figli, è colpa mia. Avete fatto tutto nel mio nome. Avete ucciso, torturato, distrutto intere civiltà nel mio nome. Avete basato le vostre vite su una sorta di competizione per decidere chi avesse ragione a credere in cosa, quando tutto quello che volevo era di vedervi amarvi l’un l’altro, con gioia, serenità, pace e vita.

Per questo decido di andarmene; sono certo che, una volta sparito, voi sarete in grado di apprezzare quello che vi ho donato. Non litigherete più e saprete amarvi, saprete essere davvero felici, insieme, uniti. Rimpiango quel giorno perché non potrò vederlo. Io non ci sarò più, ma il mio amore sarà sempre con voi.

Con le lacrime più nobili e sacre che possa dedicarvi,
e con infinita speranza,
firmo le mie dimissioni.

Dio.”

Bene, cari telespettatori. Non ci sono né angeli né demoni, ora. Non ci sono comandamenti, non ci sono messe domenicali, periodi di Ramadan, feste obbligate, pellegrinaggi alla Mecca, pomeriggio alla Sinagoga, pulizia del Tempio; non ci sono santi e nessuno riconosce i laici. Non ci sono più croci né statue né simboli. Nessuna guerra di religione, nessun attentato, nessuna promessa di vita eterna.

Evidentemente, cari telespettatori, non c’è più nessun Dio.
Siamo liberi.

È tutto per questa sera; grazie dell’attenzione, e arrivederci.

Monday, April 19, 2010

La Bestia Interior (Preproducción)

La bestia interior. Cartel Promo by Vara.




Pre-producción


Guión (pág.1, del original):



La bestia interior (guión).
José Manuel Vara
(basado en hechos reales)

Monólogo de Luna (nombre del personaje):
(Lo puede hacer en primer plano frente a la cámara y rodado en un escenario único. La idea es que sea el cuarto de baño, por ejemplo. Iluminado únicamente con velas. La luz amarillenta y cambiante se proyecta sobre la cara. Luz y sombras. Y voz hueca que rebota contra las baldosas).

Son las 12: 22 minutos de la madrugada. Una fría madrugada donde la luna llena no tiene ningún sentido. Nunca me gustó. Nunca me gustaron las fantasías de góticos mediocres.
Yo soy algo más. Yo era algo más.
Veo los minutos y segundos pasar lentamente. El tiempo ha dejado de tener sentido.
Quiero disfrutar de mis últimos minutos antes de partir. Sé que la idea es absurda, pero sólo porque nadie lo ha hecho antes… nada más. Siempre me gustaron los cuchillos. He fantaseado con su filo penetrando en mi carne. Mi carne sucia.

(Se mira en el espejo del lavabo y comienza a pintarse los labios de negro. Los ojos ya los lleva pintados. Vemos su cuerpo en plano americano, hasta la cintura. Lleva ropa negra. Un camisón o algo similar. Deja la barra de labios sobre el lavabo. A su lado hay un cuchillo grande. Lo coge y se lo pasa despacio por el cuerpo. Lame el filo con cierta ansia animal, como enajenada. )

(Si lo consideramos conveniente podemos poner algún fragmento del monólogo en voz en off sobre las imágenes de las acciones de Luna)

Mi profundidad. Mi vicio. Mi perdición y mi negrura.
El sexo con hombres siempre me repugnó. Ya hablé con psicólogos. No sirvió de nada. Mi padrastro me jodió la vida y me arrastró al lado oscuro de mi cerebro. Tuve un cerdo como guía a las pesadillas, a los claroscuros del alma.
A la noche de la vida.

(Poniendo velas en el lavabo, en la habitación. Encendiéndolas)

Quiero disfrutar de mis últimos minutos antes de partir. Irme para dejar de sufrir.
Para dejar de desgarrarme por dentro. De lacerarme el alma.
Quiero dejar de sufrir.

(Sobre una cama. Cambio de escenario. Misma iluminación que el lavabo. Luna sufre un fuerte ataque epiléptico. Combinamos varios ángulos de cámara. Preferiblemente, picado alto desde el techo)

Son las 12: 40 de la madrugada.
Pienso en él a veces. Veo su mirada. Sus manos sobre mi cuerpo. Atada, como tantas veces. Amordazada. Callando mis gritos. Mis gritos mudos de rabia.
Sus manos apretando mis pechos. Apretando. Hiriendo.

(Sobre una cama. La misma. Plano más cerrado. Luna boca abajo. Una forma indefinida a su espalda. Ella amordazada. Unas manos de hombre le acarician la cara, el cuerpo, los pechos. Sólo se escucha el sonido de los jadeos de él y la resistencia aparente de ella)

Manos de hijo de puta. Manos violentas. Golpes en la cara.
Veo los minutos y los segundos corriendo sin prisa por la esfera del reloj.
Espero decidirme para matar ese cuerpo que tanto odio y tan frágil como los huesos de un recién nacido…
Quiero matarlo y condenarlo a ese vacío sin gloria,
Pero los recuerdos me persiguen egoístas hasta estos últimos momentos…



(Continuará...)

Monday, April 05, 2010

La Femme Voodoo (Calentando Motores)

cartel promo 1


Vara, guión y dirección


(Rara Uves Producciones)


Villanueva, cámara y dirección


(Rara Uves Producciones)



Alberto (Actor secundario de "lujo")
Esther (actriz principal)






(es esta una historia sobre el aislamiento, la depresión y la negación del ser)








Secuencia 1. Casa de Marta. Noche.

Marta aparece frente a la cámara vestida con una especie de túnica blanca abierta por los lados. Hay velas por el suelo (es la única iluminación). Marta lleva una tela doblada en las manos. Se agacha y la pone sobre el suelo. Luego, se levanta y desaparece del encuadre. Cuando vuelve trae una gallina entera, un rollo de alambre y unas tijeras (o cuchillo). Se arrodilla y lo dispone todo sobre la tela. Comienza a trocear la gallina y va rodeando los trozos con alambre y los coloca de forma metódica y ordenada sobre la tela. Mientras lo hace puede canturrear una especie de nana o mantra íntimo.












próximamente....





Sunday, March 21, 2010

Sunday, March 14, 2010

Le dimissioni di Dio (trailer bso)

"E al primo posto nella classifica dei libri più venduti in Italia c’è “Campare facendo i leccapiedi e conservare un sorriso smagliante”, il manuale di sopravvivenza economica che è diventato un caso nazionale. Passiamo adesso alle curiosità: agli esseri umani di tutto il mondo è misteriosamente arrivata una lettera firmata dal Signor Dio, che oggi ha presentato ufficialmente le sue dimissioni. Questo bizzarro e folkloristico personaggio si è quindi fatto da parte lasciando all’umanità un semplice messaggio scritto. Con un esclusivo sottofondo musicale, disponibile da domani sul nostro sito internet, leggeremo insieme la sua lettera..."

(texto: Daniela Montella)



trailer bso del corto "Le dimissioni di Dio".

Music: Art Cangels (Marta Brucart y Carlos Castillo) Tema: A new life. Visual art: Kurokety. Concept: Vara Basado en un texto original de Daniela Montella.

(próximamente...)

music by Art Cangels

http://www.myspace.com/artcangels

Sunday, November 22, 2009

La Dimisión de Dios. (Videotrauma Project)

Boceto de José Manuel Dana.
Retoque filtro fotográfico de Vara.

Se continúan gestando ideas para el proyecto "La dimisión de Dios", sobre un texto de Daniela Montella. La colaboración del escultor José Manuel Dana ya es una realidad y posiblemente la del también escultor y decorador David Fernández, que podría crear un espacio-decorado donde se desarrollaría la acción del videotrauma.

También se ha hablado con Manolo Hernández para co-dirigir el corto y con Begoña Grande y Nebur para interpretarlo.

Pero, todo está en el aire... eso es lo bueno de estos proyectos.

En la parte musical he pensado en la soprano Marta Brucart (música de La Carne Rota) y en mi amigo Sergi Puertas, que todavía desconoce todo esto.


Wednesday, November 11, 2009

La Dimisión de Dios. (Videotrauma)


Próximamente...
el nuevo proyecto de Vara
basado en una idea y texto de Daniela Montella.
(Diseño y creación máscara:
J.M. Dana

Tuesday, August 25, 2009

anemofilia


Anemofilia:

La anemofilia es propia de especies que constituyen poblaciones densas en formaciones vegetales monoespecíficas o pauciespecíficas (con una o pocas especies), en donde son las especies dominantes del ecosistema. Sólo así puede ser eficaz la polinización por el viento. Las plantas que crecen dispersas, perdidas entre pies de otras especies, suelen ser polinizadas por insectos u otros animales es decir zoófilas, porque necesitan vectores especializados capaces de encontrar sucesivamente a los pocos individuos existentes en un área determinada. Las especies anemófilas tienen que producir en cambio cantidades muy grandes de polen, lo que es a veces muy perceptible en bosques de pinos, cuando el suelo se tiñe de amarillo por la gran cantidad de polen que estas especies producen durante la floración. Sólo cuando se dan estas dos condiciones puede asegurarse la polinización.




Anemofilia:

a film by Vara








Saturday, January 03, 2009

Videotrauma 2009: Der frauen voodoo

Der frauen voodoo
Schauspielerin: Deborah Vukusic
Kamera und Fotografie: Ivan Valdelvira
Drehbuch und Schnitt: Vara
Musik: Sergi Puertas
Adresse: Vukusic, Valdelvira und Vara
neurótika subfilms 2009

(Sprache: Deutsch
Untertitel: Kastilianisch)

Thursday, January 01, 2009

Videotrauma 2009: Líbranos del mal



Título: Líbranos del mal.
Categoría: Videotrauma
Diseño: Bele

Guión y concepto: Vara

Desarrollo visual y performance: Bele Kuroteky

Edición y Montaje: Kuro Insan & Vara

España/México 2009



Próximamente...

Tuesday, December 16, 2008

Tejemanejes en México

Parte del nuevo videotrauma de Vara & Bel ("Líbranos del mal") se grabará en directo en el desarrollo de la performance de Kuroteky.
Religión y polémica asegurada en el nuevo descenso a los infiernos de la mente humana.
Próximamente vía neurótika subfilms.







Sunday, December 07, 2008

Trailer de Líbranos del Mal. (Vara & Bele)


Líbranos del mal
a videotrauma by Vara & Bele



Trailer del proyecto de videotrauma "Líbranos del mal". Vara en España y Bele en México interactúan vía internet para realizar este trabajo. En fase de producción. Sexo, locura, religión y muerte a partes iguales.

A la música el gran genio y amigo Sergi Puertas.

Sunday, November 23, 2008

Friday, September 26, 2008

Der frauen voodoo Art




Foto Deb by Iván Valdelvira
Fotomontaje by Vara
(es esta una historia sobre el aislamiento, la depresión y la negación del ser)
Secuencia 1. Casa de Marta. Noche.

Marta aparece frente a la cámara vestida con una especie de túnica blanca abierta por los lados. Hay velas por el suelo (es la única iluminación). Marta lleva una tela doblada en las manos. Se agacha y la pone sobre el suelo. Luego, se levanta y desaparece del encuadre. Cuando vuelve trae una gallina entera, un rollo de alambre y unas tijeras (o cuchillo). Se arrodilla y lo dispone todo sobre la tela. Comienza a trocear la gallina y va rodeando los trozos con alambre y los coloca de forma metódica y ordenada sobre la tela. Mientras lo hace puede canturrear una especie de nana o mantra íntimo.
Cómo se trabaja sobre una propuesta de guión (ejemplo 1)
Debate entre Deb y Vara acerca de la primera secuencia de la historia.
Vuk:
me gusta la aparición. que entre con esa ropa como de ritual pero que no se vea lo que hace. sí los materiales. la disposición ordenada. tijeras mejor que cuchillo, siempre son más violentas. un plano detalle de la mano en tensión con las tijeras abiertas es muy elocuente.
Vara:
Perfecto. Lo que observo que ella realiza este ritual para sacar fotos. Se me ocurre para dar cierta coherencia narrativa y reforzar la personalidad del personaje de Marta que su trabajo es de fotógrafa y actualmente trabaja en un libro sobre la muerte...
Vuk:
sin embargo yo no pondría nada con la gallina; el despedazamiento de la gallina para mí sobra. no aporta nada.
Vara:
Creo que sí que aporta si enfocamos el tema a que ella realiza el ritual como parte del tema fotográfico, además ella no mata a la gallina. La gallina ya está muerta.
Vuk:
creo que la muerte la excita pero la suya propia, llegar al límite de su dolor. no creo, sin embargo, que le excite la tortura de seres ajenos (tú crees que sí?) por eso te digo lo de la gallina.
Vara:
Sí, lo que la mueve es la "pulsión de muerte", la suya propia...
(Continuará...)

Thursday, September 25, 2008

Varaneurótika Video Works




Después de una edición laboriosa ya está disponible y calentito: "Varaneurótika Video Works", un dvd que recoge los films de Vara realizados este año dentro del concepto "videotrauma". Concretamente:




-Videotrauma Concepto. Vara reflexiona y explica lo que es el "videotrauma".


-Naufragiogamia. El cortometraje que es el punto de inflexión en lo que se ha dado en denominar videotrauma. Una pareja en crisis recurre a una sexualidad bizarra para solventar sus problemas comunicativos. Con Begoña Grande y Javier Palma.


-Flesh Angústika. Una mujer destrozada mentalmente recurre al cambio de "personalidad sexual" para someter la ansiedad que sufre. Un punto de fuga cerebral que tendrá repercusiones dramáticas e irreparables. Con Jimena Camou y Raúl Iraola.


-Pomarderground Indezencia Show. Grabación en directo del show de Asier, Begoña Grande y Nebur en la Muestra de Video Independiente Pomarderground 2008.




(A lo mejor me dá por sortear unos dvd's... como hace el amigo Xen con los libros... todo se andará. Para más información varaneurotika@hotmail.com)