
Tuesday, May 11, 2010
El pequeño Universo de Charlie Lavabos

Monday, May 10, 2010
Sunday, May 09, 2010
Salón del Cómic de Barcelona: Nuk Vicious Rotten
Thursday, May 06, 2010
Barcelona Poesía

Barcelona, 5 may (EFE).- Más de cien actividades y el XXVI Festival Internacional de Poesía dan forma al Barcelona Poesía 2010, una semana que este año apuesta por combinar creación poética con otras disciplinas artísticas como la música, la danza, las artes visuales y las nuevas tecnologías.
El nuevo equipo de comisarios, formado por los jóvenes Eduard Escoffet y Martí Sales y la veterana Ester Xargay, y el delegado de Cultura del Ayuntamiento de Barcelona, Jordi Martí, han dado a conocer a mediodía la programación que, entre los días 13 y 19, llevará la lírica a toda la ciudad.
Por primera vez, el Festival Internacional de Poesía se convertirá, el día 13 en el Palau de la Música, en el acto inaugural del certamen y no en su clausura, y contará con ocho autores invitados.
Con escenografía audiovisual de la compañía Playmodes y música de "Bèstia Ferida", el Festival servirá para dar a conocer la obra del joven agitador ucraniano Serhíi Jadan -aprovechando que el país invitado este año es Ucrania-, así como los trabajos del consagrado Antonio Gamoneda y de Jaume Bosquet, Francesc Garriga, Lydia Lunch, Tomaz Salamun y Chantal Maillard y del músico Carles Santos.
Durante estos días también se aprovechará para entregar los premios de poesía de los Juegos Florales de Barcelona, y en diferentes actos participarán autores reconocidos como Joan Margarit, Cristina Peri Rossi, Francisco Ferrer Lerín o Biel Mesquida.
El festival, que tampoco olvidará poetas fallecidos como Joan Maragall, Salvador Espriu o Màrius Torres, quiere sin embargo ir más allá y dar a conocer las estéticas más radicales de la contracultura, como los "Ugly Americans", cuatro provocadores, maestros del "spoken" de los Estados Unidos, o contar con la presencia de jovencísimos autores como Albert Balasch, Laia Noguera, María Eloy-García, Peru Saizprez, David Caño o Josep Pedrals.
Martí Sales ha destacado de la programación "La noche de 'Poetry Slam'", que el viernes 14 incluirá la "performance" "Smoke and Mirrors", dirigida por Félix Röhmer y con participación de poetas de Alemania, Polonia, Bélgica, Italia o Suecia.
Este día se celebrará por primera vez en España un campeonato de "Poetry Slam" (también llamado "performance" poético, o poesía en voz alta) en el que participarán los mejores "slammers" de España, seleccionados por el público.
Durante la noche del día 16, "The Ugly Americans", integrado por Lydia Lunch, Eugene S.Robinson, Bibbe Hansen y Bryan Lewis Saunders, y calificados como la cara "menos amable y más contundente" de la poesía de EEUU, mostrarán su particular retrato de la sociedad norteamericana.
Una de las propuestas más "desenfadadas", según los organizadores, es la que ofrecerá el día 15 la micropoetisa Ajo, abanderada de la poesía más "underground" de Madrid, con el grupo "Don Simón y Telefunken", autores de música experimental hecha con toda clase de instrumentos.
También destaca el recital interactivo, con comunicación telemática, que el día 17, permitirá la combinación de actuaciones simultáneas de poetas, artistas y músicos desde diferentes escenarios.
Por primera vez en el festival se apuesta por una nueva sección con la voluntad de incentivar la reflexión y el pensamiento en torno al hecho poético, con dos sobremesas y una conferencia, en las que participarán, entre otros, Jordi Cornudella y Perejaume, Arnau Pons y la editora Maria Bohigas.
Asimismo, el evento se abre a las plataformas poéticas de la ciudad, que organizarán cinco actividades en el marco de "Enrenous".
La semana, que cuenta con un presupuesto de 292.000 euros, 40.000 más que el año pasado, se clausurará en la plaza del Rei con una propuesta musical que parte de la literatura a cargo del mallorquín Joan Miquel Oliver y del grupo "La Batzuca", que interpretará poemas de Agustí Bartra. EFE
Wednesday, May 05, 2010
“Le dimissioni di Dio” di Daniela Montella




E al primo posto nella classifica dei libri più venduti in Italia c’è “Campare facendo i leccapiedi e conservare un sorriso smagliante”, il manuale di sopravvivenza economica che è diventato un caso nazionale.
Passiamo adesso alle curiosità: agli esseri umani di tutto il mondo è misteriosamente arrivata una lettera firmata dal Signor Dio, che oggi ha presentato ufficialmente le sue dimissioni. Questo bizzarro e folkloristico personaggio si è quindi fatto da parte lasciando all’umanità un semplice messaggio scritto. Con un esclusivo sottofondo musicale, disponibile da domani sul nostro sito internet, leggeremo insieme la sua lettera:
“Cari figli, ancor più care figlie,
senza la minima gioia decido oggi di rassegnare le mie dimissioni. Ho riflettuto a lungo sul mio e vostro destino; ho pianto inondazioni, singhiozzato terremoti e rinunciato alle glorie della vita celeste, tormentato com’ero da profondi dilemmi e terrore per il vostro bene, il vostro futuro, la vostra salvezza. Non sono felice, figli, per questa decisione, per quanto sia l’unica possibile. Ho abbandonato il mio amore smisurato per la razionalità che voi, nel corso dei secoli, mi avete insegnato, e ho capito di non essere più presenza gradita.
Voglio mitigare i vostri dubbi, semmai ne avrete: siete stati amati, figli, e tanto, più di quanto vi abbia concesso di concepirne. Avevo paura di ferirvi, con il troppo amore, e per questo vi ho negato di conoscerlo appieno. Vi ho regalato il mio, ho fatto di tutto. Vi ho regalato la gioia del sorriso. Se i fiori hanno un profumo e le farfalle un colore, se il sole vi scalda e la luna vi affascina è per rendervi felici. Ho creato le lucciole, la rugiada, gli arcobaleni, i colibrì, le onde, per voi.
Ho riempito il mondo di sognatori, per vederli umiliati; i giochi di luce nel ghiaccio nell’Artico, per vederli sciogliersi; il canto delle balene, nato per riempirvi di meraviglia, l’ho visto arpionato e ferito, mangiato, mandato a morire in fondo all’oceano; ho riempito l’Africa di diamanti e musica e l’ho vista cadere sotto mille colpi di guerra. Ho creato le donne per la loro bellezza e gli uomini per difenderle. Li ho visti stuprarle, beffeggiarle, forzarle agli orrori, ferirle, scoraggiarle, cacciarle, ucciderle. Nonostante questo vi ho amato, figli miei, perché speravo che andaste oltre. Avevate ancora tanto, troppo, da imparare. Ho pensato che fosse giusto non intervenire.
Potreste chiedervi perché vi ho dato tutto questo, perché vi ho creati e cresciuti. Il motivo è molto semplice, sciocco, banale perfino: mi sentivo solo. Perfino gli illimitati poteri e la vita eterna e la conoscenza infinita diventano pesanti, dopo milioni di miliardi dei vostri secoli passati alla ricerca della perfezione. E la tristezza, figli, anche quella non ha limiti. Non per gioco siete qui, ma per mitigare la mia disperata solitudine. Ho riso con ognuno di voi, ho pianto per voi, vi ho abbracciati nel sonno, vi ho aiutati, vi sono stato vicino, ho sempre cercato di farvi sentire amati e protetti. Lo so, figli, non siete perfetti; né ho mai preteso che lo foste. Non vi ho creati per avere il pieno controllo su di voi, non ho voluto rendervi come me. Non ha senso creare e amare un essere, se questo non ha in sé vita, possibilità di amare per sua libera scelta. In verità vi ho dato il più prezioso dei doni: poter apprendere, imparare, sbagliare. Provare rabbia, dolore, avere coraggio.
Non vi ho creati per essere d’accordo con me, ma per pensare, creare, perfino odiarmi e rinnegarmi, se questo vi avesse resi felici. Sarei stato ben lieto di ascoltarvi comunque. Nessuna imposizione vi è mai stata data. Non sopporto, ora, di vedervi al collasso. Vedervi ciechi, sordi, insensibili a tutto. Le stelle vi sono indifferenti, la bellezza della pioggia vi infastidisce, vi lamentate per il sole e distruggete tutto ciò che ho cercato di donarvi. Ma non è colpa vostra, figli, è colpa mia. Avete fatto tutto nel mio nome. Avete ucciso, torturato, distrutto intere civiltà nel mio nome. Avete basato le vostre vite su una sorta di competizione per decidere chi avesse ragione a credere in cosa, quando tutto quello che volevo era di vedervi amarvi l’un l’altro, con gioia, serenità, pace e vita.
Per questo decido di andarmene; sono certo che, una volta sparito, voi sarete in grado di apprezzare quello che vi ho donato. Non litigherete più e saprete amarvi, saprete essere davvero felici, insieme, uniti. Rimpiango quel giorno perché non potrò vederlo. Io non ci sarò più, ma il mio amore sarà sempre con voi.
Con le lacrime più nobili e sacre che possa dedicarvi,
e con infinita speranza,
firmo le mie dimissioni.
Dio.”
Bene, cari telespettatori. Non ci sono né angeli né demoni, ora. Non ci sono comandamenti, non ci sono messe domenicali, periodi di Ramadan, feste obbligate, pellegrinaggi alla Mecca, pomeriggio alla Sinagoga, pulizia del Tempio; non ci sono santi e nessuno riconosce i laici. Non ci sono più croci né statue né simboli. Nessuna guerra di religione, nessun attentato, nessuna promessa di vita eterna.
Evidentemente, cari telespettatori, non c’è più nessun Dio.
Siamo liberi.
È tutto per questa sera; grazie dell’attenzione, e arrivederci.
Monday, May 03, 2010
Art Cangels from Badalona DF.
Artista: ArtCangels.
Espectáculo: Presentación del disco A New Life.
Hora: Bar 19:00. Obra: 20:00.
Lugar: Utopía, Pujades 280, BCN.
Pornoterrorismo en Logroño.
Sunday, May 02, 2010
Slovenka

El director Damjan Kozoles presentó su último film 'Slovenka' (La chica eslovena) que compitió en la Sección Oficial de la Mostra de Valencia. El film narra la historia de una estudiante de 23 años cuya fuente de ingresos secreta es la prostitución.
Kozole explicó que la protagonista es "una metáfora" de Eslovenia. "Se trata de una joven y hermosa mujer que alberga un secreto, igual que sucede con su país", indicó, según informó la organización del certamen en un comunicado.
Damjan Kozole también comentó que el hecho de que la película esté ubicada durante la presidencia eslovena de la Unión Europea "no es casual, sino que responde a la metáfora". "Antes de llegar a la Unión Europa, Eslovenia era esa chica joven y guapa. Pero después han surgido una serie de problemas", recalcó.
El director destacó que realizó la película porque "quería que la gente recordara que Eslovenia existe" ya que, según comentó, se suele confundir Eslovenia con Eslovaquia. Kozole explicó que, por ello, le puso el nombre de 'Slovenka' (La chica eslovena) a su film pero que, cuando miró en Internet se dio cuenta de que Slovenka también significa 'la chica eslovaca'.
Finalmente, el realizador ha señalado que su film recibió "muy buenas crítica"s en Estados Unidos, donde participó en varios festivales, al contrario que en su país donde algunas de las críticas han sido "demoledoras", e incluso han llegado a acusarle de sentir "odio patológico hacia las mujeres". Sin embargo, tal y como destacó Kozole, su film "está funcionando muy bien entre el público, está teniendo buena audiencia en cine y le han llegado comentarios positivos".
Ingrid.


http://www.elpais.com/articulo/Tendencias/
La fotógrafa de mirada enigmática es un símbolo de la generación Y
Sólo hay tres actores profesionales, todos los demás son 'bloggers'
Ingrid es un típico espécimen de la denominada generación Y, comunidades de jóvenes artistas que viven y trabajan en Internet, indiferentes a las leyes del mercado y del mundo del arte. Que sea un personaje de carne y hueso o ficticio es secundario, lo que importa es su identidad en la Red, una identidad que puede desaparecer sin dejar rastro en cuanto su propietario se canse de ella.
Eso fue lo que pasó en la vida real al cineasta catalán Eduard Cortés, quien chateó durante meses con alguien que de pronto desapareció de la Red y de su vida, sin que él consiguiera volver a encontrarle a pesar de todos sus esfuerzos. De esta experiencia ha surgido un proyecto artístico, formado por una película, una exposición y dos espacios virtuales en Internet. Ingrid, la película, se estrenará en septiembre en festivales y salas comerciales y simultáneamente se ofrecerá en Internet para su descarga gratuita. "Es un error pensar que así la gente no irá al cine, al contrario creo que es un incentivo para que deje la pantalla del ordenador por la del cine", asegura Cortés.
Mientras tanto, el Palau de la Virreina de Barcelona acoge hasta el 21 de junio la exposición Ingrid Last Login, que plasma el proceso de creación del personaje ficticio de la protagonista: una chica con flequillo y mirada enigmática, símbolo de un colectivo de jóvenes creadores, que alimenta centenares de blogs. Fotógrafos como Cordelia, Lenoir o MuteBox, performers como LadyPain o Lyona, y músicos como Russian Red, Manos de Topos o Love of Lesbian, demuestran que Internet ha otorgado una inesperada visibilidad a nuevos artistas. Para Cortés, elegirles y convencerles para salir del espacio virtual no fue cosa fácil. "Al principio no les interesaba. Buscan otras formas de reconocimiento, miden su éxito en acceso a sus web, verdaderos referentes globales, que superan ampliamente el millón de visitas mensuales", afirman Xavier Atance y Sole Fernández, comisarios de la exposición, que reúne y analiza el entorno creativo de la generación Y, "formado por jóvenes individualistas, infieles, creativos, espontáneos e inquietos, en permanente evolución, así como sus obras son permanentes work in progress".
En el filme tan sólo hay tres actores profesionales, todos los demás son bloggers que se interpretan a sí mismos, aunque según el guión y los diálogos de la ficción imaginada por Cortés, que empieza en el loft de Ingrid. Este espacio, recreado en la sala de exposiciones, acoge ensayos de grupos musicales, performances y otros eventos, que no se anuncian en los canales tradicionales, sólo a través del boca a boca virtual: blogs, redes sociales y alrededores. Mientras llega la película, para entrar en el mundo de Ingrid, además de la muestra, que naturalmente tiene su versión virtual (www.ingridlastlogin.es), está el MySpace de la fotógrafa (www.myspace.com/x_ingrid_x), donde exhibe permanentemente sus gestas cotidianas. "Ingrid es una voz que habla de la necesidad de explorar nuestros límites como artistas", concluye Cortés.
Barcelona, 27 abr (EFE).- A partir de una experiencia real vivida con una bloguera con la que se carteó durante un año y que acabó desapareciendo sin dejar rastro, el cineasta Eduard Cortés construye el argumento de "Ingrid", una película que surgió, según reconoce, "de una manera muy orgánica y poco reflexionada".
El filme, protagonizado por Eduard Farelo y la debutante Elena Serrano, una zaragozana que se convierte en una joven artista con una herida profunda en su vida, se estrenará el próximo viernes, aunque ya se presentó en la última edición del Festival Internacional de Cine Fantástico de Cataluña, en Sitges (Barcelona).
A preguntas de los periodistas, Cortés rememoraba hoy que corría el año 2004 y fruto de su componente "voyeur" empezó a conocer las entonces incipientes redes sociales "Flicker" y "MySpace" y descubrió el potencial de jóvenes artistas, tanto fotógrafos como músicos y pintores, pensando en la posibilidad de "hacer algo con ellos".
En esa época, mantuvo una relación virtual con una bloguera que se fue sin dejar rastro y a la que ahora imagina y reconstruye gracias al cine.
En esta película oscura y dolorosa, con un registro diferente a otras de Cortés como "Otros días vendrán", Ingrid es un personaje de tragedia griega, "predestinado, marcado por los dioses y que se encamina hacia su autodestrucción", según su creador.
También es alguien "que arrastra una herida, la herida de la culpa y que para redimirse busca el dolor o el autocastigo".
La música de grupos como Krakovia, Russian Red, Manos de Topo, Micka Luna o Love of Lesbian son otro ingrediente importante de la historia, igual que los dibujos de MagicoMora y las fotografías de Cordelia, Lenoir o MuteBox.
Tampoco se obvian las performances de LadyPain -colgada de una especie de trapecio a través de su piel- con más de un millón de visitas mensuales en la red.
Eduard Cortés, artífice, asimismo, de "La vida de nadie", ha querido en su último proyecto que sólo hubiera tres actores profesionales -Eduard Farelo, Victòria Pagès y Jürguen Müller (La Fura dels Baus)- y el resto son blogueros, creadores visuales o "performancers" que se interpretan a sí mismos, en una Barcelona de fiestas nocturnas en casas particulares.
En el caso de Elena Serrano, el director catalán la conoció a través de la red y, tras efectuarle algunas pruebas, vio que con esta estudiante de diseño gráfico "había hecho diana".
El otro personaje principal de la obra, Àlex, que interpreta un convincente Eduard Farelo, es, a juicio de Cortés, un intelectual pasivo, vecino de Ingrid, "con una mirada que va de la perplejidad a la pasión y que quería que fuera como la del público de la película".
Farelo agrega que se trata de alguien que pasa por un mal momento en su vida, puesto que su mujer lo acaba de dejar por otro, a quien, "de repente, le cae un ángel del cielo, una mujer explosiva, con mucha luz, de la que, rápidamente, se siente atraído".
A su juicio, precisamente, "uno de los grandes aciertos de la película es el antagonismo entre estos dos personajes, él mucho mayor que ella, pero fascinado y perplejo por una muchacha que se dedica a abrirle puertas".
Producida por BNC, la película se ha rodado con diálogos en castellano, catalán, inglés y francés. EFE.
Friday, April 30, 2010
Thursday, April 29, 2010
Principio del fin, by Safrika.

Safrika, la autora, en actitud relajada/desafiante/esquiva...
Safrika, esbozo a lápiz o tinta...(muy bueno, por cierto, transmite cierto rollo
underground americano o el agridulce toque de los dibujos
del genial Pons)
Principio del fin
Estos anillos no sirven de nada.
Yo, te lo dije aquella tarde de ríos y vehículos,
quería amarte. Tus abrazos respondían las preguntas tontas hechas
a la tarde, los ojos no iban cayéndose, como ahora, fue bonito, es lo que
se suele decir, fue bonito al principio, el amor siempre es bonito al principio
¿Qué clase de palabra es esa?- Bonito suena a inútil, a perecedero y volátil.
Soy una mujer libre sentada en la orilla de la roca, acaricio a mis mil perros
todo es verde y estoy sola, en medio de la selva,
el sol pulula entre los pliegues de mis axilas, mis rodillas, y mis pechos.
La casa llena de papeles
los problemas de mis nervios, esa frágil importancia morbosa que le da la gente a estas
cosas de las histéricas, las llamadas telefónicas para preguntarme cómo estoy
las preguntas sobre si me habré levantado con buen pie.
Todo tan triste.
Zombie Strippers.

Serj Tankian - Empty Walls

http://www.youtube.com/watch?v=-CxKA1uETxE&feature=related
Your empty walls,
Your empty walls,
Pretentious adventures,
Dismissive apprehension,
Don't waste your time,
On coffins today,
When we decline,
From the confines of our mind,
Don't waste your time,
On coffins today...
Don't you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
Don't you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
I want you to be left behind those empty walls,
Told you to see from behind those empty walls...
Those empty walls,
When we decline,
From the confines of our mind,
Don't waste your time,
On coffins today...
Don't you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
Don't you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
I want you to be left behind those empty walls,
Told you to see from behind those empty walls,
Want you to be left behind those empty walls,
I told you to see from behind those empty walls,
From behind those empty walls,
From behind those empty walls,
The walls!
From behind those empty walls...
I loved you yesterday,
(From behind those empty walls...)
Before you killed my family,
(From behind those empty walls, the walls...)
Don't you see their bodies burning?
Desolate and full of yearning,
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
Don't you see their bodies burning,
Desolate and full of yearning,
(I want you...)
Dying of anticipation,
Choking from intoxication,
(To be left behind those empty...)
I want you to be left behind those empty walls,
Told you to see from behind those empty walls,
(Desolate and full of yearning, Dying of anticipation, Choking from intoxication...)
Want you to be left behind those empty walls,
(Don't you see their bodies burning? Desolate and full of yearning, Dying of anticipation, Choking from intoxication...)
I told you to see from behind those empty walls,
(Trust your empty walls, trust your empty walls)
From behind those empty walls,
(Trust your empty walls, trust your empty walls)
From behind those empty walls,
(Trust your empty walls, trust your empty walls)
From behind those empty walls,
Those walls!
Those walls!
Tuesday, April 27, 2010
Fight Club


Suicide Girls. Guide to living.
















